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SAN GEMINIANO
Il culto fuori Modena
Da Nostro Tempo, sett. diocesano, 27 gennaio 2001
Art. a cura di Giancarlo Montanari e Maria Chiara Papazzoni
Venerato a Pontremoli…
Il Santo di Modena è anche patrono di Pontremoli,
cittadina toscana in provincia di Massa Carrara (e perciò
un tempo parte dello Stato estense) è. Le cose
sono andate così: Modena fu salvata da una tremenda
inondazione che fece straripare il Panaro e se ne attribuì
il merito a San Geminiano. L'eco giunse a Pontremoli dove
l'ansia per gli straripamenti del Magra era tanta e quegli
abitanti decisero così di mettersi sotto la protezione
del Santo modenese proclamandolo anche loro Patrono. I
collegamenti di Pontremoli con Modena divennero una norma:
se il mattino del 31 gennaio in duomo a Modena c'è
la Messa Pontificale delle ore 11, nel pomeriggio, alle
ore 18, stessa cosa accade nella cattedrale pontremolese.
Al mattino una delegazione toscana è presente a
Modena, mentre nel pomeriggio valica gli Appennini analoga
delegazione emiliana. Il tutto, ovviamente, per onorare
San Geminiano.
…a San Gimignano…
S.Geminiano accomuna nella devozione due città
lontane fra di loro come Modena e San Gimignano la famosa
città turrita in provincia di Siena, dove viene
conservata una sua reliquia arrivata in Toscana già
nel 1106, data in cui a Modena venne traslata la salma
del Patrono nella nuova sede del Duomo. In quell'occasione
la sorveglianza dei modenesi non fu così severa
e un sacerdote di Centotorri (così si chiamava
la città di San Gimignano) si narra che fosse riuscito
a sottrarre un dito, trafugandolo, della mano del santo
modenese. Dito che poi portò con sé nella
cittadina toscana dove venne collocato nella chiesa di
S.Maria Assunta e divenne oggetto di devozione degli abitanti.
La presenza della reliquia fece sì che il nome
del paese diventasse San Gimignano e il patrono di Modena
venne accomunato nel culto ai precedenti patroni, S.Fina
e S.Bartolo. Ma c'è anche una versione differente:
un chierico al funerale del Santo avrebbe notato un magnifico
anello al dito del defunto e, non riuscendo a sfilarlo
dalla mano, avrebbe tagliato la falange intera. Preso
poi dal rimorso, avrebbe depositato la reliquia in custodia
al Duomo della cittadina toscana. La città prese
poi il nome dal santo grazie a un episodio di liberazione
simile a quello accaduto a Modena, quando Geminiano salvò
la città dall'oppressione dei Goti. La fama di
S.Geminiano si propagò anche alle zone limitrofe:
una sua statua si trova nel vicino santuario di S.Maria
della Provvidenza e il santo modenese è proclamato
patrono anche di alcuni borghi adiacenti. Una sorta di
"gemellaggio" ante litteram, dunque, quello
fra Modena e San Gimignano: una vicinanza suggellata nel
1984 e nel 1999 quando due delegazioni della città
toscana parteciparono alle celebrazioni modenesi e ai
pellegrinaggi al Santuario di Cognento.
…e a Venezia
Anche a Venezia il culto di S.Geminiano ha vissuto
un suo momento di splendore, con una chiesa a lui consacrata
che, precedentemente restaurata dal Sansovino, venne demolita
per far spazio al Palazzo delle Procuratie, voluto da
Napoleone. Dalla distruzione si salvò un altare
con l'effigie del santo perché fu trasferito all'interno
di S.Marco, decorato da un mosaico.
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