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SAN GEMINIANO

Taumaturgo invocato contro il demonio
Da Nostro Tempo, sett. diocesano, 27 gennaio 2001
Art. a cura di Giancarlo Montanari


Sul Patrono di Modena San Geminiano tantissime sono, al di là della vicenda storica, le cose che si possono dire. Cominciamo ad esempio dal suo carisma di taumaturgo. Verso il 360, già vescovo, Geminiano da Modena si recò a guarire la figlia dell'imperatore Gioviano che pare fosse indemoniata. Questo episodio è immortalato in una formella inserita nell'architrave della Porta dei Principi della cattedrale. Anche per tutto il Medioevo San Geminiano è invocato per guarire casi di possessione diabolica. Documento preciso in questo senso sta nelle Cronache di Tommasino de' Bianchi detto dei Lancellotti che nel 1534 ci dà un resoconto preciso di quello che per secoli avveniva portando presunti indemoniati presso la tomba del Patrono. Si tratta di una cronaca che dice come il santo taumaturgo Geminiano venisse invocato e avesse fama ben oltre Modena.

Il suo nome a tanti modenesi

I devoti, oltre che invocare e ricordare il patrono nelle festività a lui dedicate, vollero onorarlo in altri modi. Uno sicuro era quello di battezzare tanti maschi con quel nome: Geminiano. Contribuì forse a questo fenomeno pure un fatto curioso: dopo il santo altri due vescovi modenesi portarono il suo nome e cioè Geminiano II, che governò la chiesa locale dal 459 e forse fino al 482 circa cent'anni dopo il Patrono suo omonimo e modello (qualche volta è stato confuso con lui) e ancora Geminiano III, vescovo dell'VIII secolo, ai tempo di Carlo Magno. Così di 'geminiani' a Modena ce ne sono stati tanti, illustri o meno e per quelli diventati famosi iniziamo a dire di Geminiano Capilupi, musico, che visse tra XVI e XVII secolo, fu allievo di Orazio Vecchi e tentò pure di 'soffiargli' il posto di maestro di cappella del Duomo. In pieno Seicento ecco poi un altro illustre Geminiano e cioè l'ingegnere, matematico, astronomo, economista Geminiano Montanari (1633-1687), personaggio enciclopedico che passò dalla nostra città a Bologna e quindi a Padova dove morì. Dopo di lui, Geminiano Rondelli (1652-1739), altro grande docente universitario che andò a insegnare presso l'Ateneo Bolognese, scrivendo moltissimo e avendo fama di grande matematico. Ai nostri tempi, ecco Geminiano Benatti (1911-1994), che si definiva 'mutinofilo', sempre pronto a promuovere la città. Per un periodo fu anche Presidente della Società del Sandrone, quindi fondò l'Archeoclub e produsse scritti sul dialetto veramente gustosi.


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Introduzione
A San Geminiano, padre e patrono del popolo modenese
[Arcidiocesi di Modena-Nonantola, Comitato per le celebrazioni dei Centenari - Ed. Artestampa Srl]
Taumaturgo invocato contro il demonio
[Da Nostro Tempo, sett. diocesano, 27 gennaio 2001]
Il culto fuori Modena
[Da Nostro Tempo, sett. diocesano, 27 gennaio 2001]
Un Santo per immagini
[Da Nostro Tempo, sett. diocesano, 27 gennaio 2001]

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