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I testi delle pagine che seguono sono tratti dal libro Storia, Arte e Fede, di A. Bergamini, che può essere richiesto presso il bookshop dei Musei del Duomo.

STORIA - ARTE - FEDE
di Mons. Augusto Bergamini, già rettore del Seminario Metropolitano

La casa della Cena del Signore
I battezzati, come pure i penitenti una volta riconciliati, entrano nel Duomo per celebrare la Cena del Signore.
L'interno è solenne e suggestivo. I pilastri cruciformi in mattoni, alternati a colonne di marmo, e le arcate ogivali delle alte volte danno il senso della potenza e della trascendenza. L'architettura nel suo insieme sembra convergere al grande crocifisso ligneo, che pende in mezzo all'arcata del presbiterio. Lo spirito si eleva. Tutto induce al raccoglimento e alla preghiera.
Le sculture del pontile, opera mirabile di Anselmo da Campione (1200-1225), presentano il rito della Messa nelle sue parti (Liturgia della Parola, Liturgia Eucaristica) e ne specificano il significato.

Le sculture dell'ambone su lastre di marmo greco, diviso da colonne, raffigurano:
- al centro il Cristo Maestro seduto in trono e benedicente; con la sinistra regge l'Evangelario; alla sommità della lastra si trova la scritta (ancora un esametro dattilico): «Non luce(m) cemis tam(en) hicn lux me(n)te refulget» (= Tu non vedi la luce, tuttavia da qui, cioè dal Vangelo di Cristo, la luce splende nella tua mente);
- a sinistra, su due lastre, i quattro Dottori della Chiesa occidentale: San Gerolamo e Sant'Ambrogio; Sant'Agostino e San Gregorio Magno, raffigurati in modo similare, intenti a scrivere ed ispirati dall'Angelo e dalla Colomba, simbolo dello Spirito Santo; in una terza lastra i simboli degli Evangelisti Marco e Matteo;
- a destra del Cristo, i simboli degli Evangelisti Giovanni e Luca. Come per la lastra del Cristo, alla sommità di tutte le altre si trovano scritte che identificano le figure. La rappresentazione degli Evangelisti è basata sulla visione divina di Ezachiele (Ez 1) e la ripetizione nell'Apocalisse (4,6-7): «Intorno al trono vi erano quattro esseri viventi.. Il primo essere vivente era simile a un leone, il secondo essere vivente aveva l'aspetto di un vitello, il terzo vivente aveva l'aspetto d'uomo, il quarto vivente era simile a un'aquila mentre vola».
L'associazione di questo tetramorfo con gli Evangelisti non s'incontra nelle opere figurative cristiane prima del V secolo: in seguito, tuttavia, compare spesso. La seguente spiegazione e distribuzione degli attributi risale al Padre della Chiesa San Gerolamo: Matteo: uomo alato, perché inizia il suo Vangelo con la nascita di Cristo come uomo; Marco: leone alato, perché comincia con la predicazione di Giovanni nel deserto; Luca: toro alato, perché comincia con il sacerdote Zaccaria e il suo rito di sacrificatore; Giovanni: un'aquila, perché per mezzo di lui lo Spirito divino parla con estrema potenza e perché egli si eleva nelle regioni più alte della conoscenza, come l'aquila s'innalza a volo verso il sole. Spesso gli Evangelisti servono da telamoni cristiani, sostenendo fonti battesimali, altari, ecc. I loro modelli nell'Antico Testamento sono i quattro grandi Profeti; i loro imitatori sono i quattro Padri o Dottori della Chiesa: Agostino, Ambrogio, Gerolamo, Gregorio Magno. Come si può rilevare, l'ambone rispecchia perfettamente questa simbologia.
Sull'ultima lastra, a destra dell'ambone, è raffigurato Gesù che sveglia Pietro nel giardino degli Ulivi, la notte della Passione. A sommo della lastra c'è la scritta: «simon domis? N(on) potuisti una hora vigilare mecum?» (= Simone, dormi? Non hai potuto vegliare con me neppure un'ora? Mc 14,37).

Le sculture della balaustra rappresentano:
a) Gesù che lava i piedi agli Apostoli; sopra c'è la scritta: «Mandatum». E' un preciso riferimento al «comandamento nuovo» dell'amore, dato da Gesù nell'Ultima Cena (cfr. Gv 13,14) e preceduto dal gesto della lavanda dei piedi (cfr. Gv 13, 1-20). L'iscrizione, inoltre, pone la scultura in rapporto con il rito della lavanda dei piedi, compiuta dal Vescovo nella sua Cattedrale il Giovedì Santo e denominata nei libri liturgici pontificali con il termine «Mandatum»: «De mandato seu lotione pedum». Tutti e tre gli apostoli, scolpiti nella lastra, tengono in mano il libro del Vangelo, con evidente simbolica allusione alla nuova legge dell'amore, annunciata da Cristo nell'Ultima Cena come sintesi del Vangelo.
b) L'Ultima Cena, con Gesù al centro, che dà il boccone di pane a Giuda, mentre Giovanni reclina il capo sul petto del Maestro. I tratti del Cristo mostrano una maestà solenne. Gli Apostoli sono distribuiti da sinistra a destra a due a due nel seguente ordine: Tommaso e Bartolomeo; Taddeo e Giacomo; Giuda e Giovanni; Pietro e Andrea; Giacomo e Filippo; Matteo e Simone. Significativa è la raffigurazione di Pietro: tiene con la destra le chiavi e con la sinistra il pesce, simbolo di Cristo. L'insieme della Cena è scolpito su due lastre: la prima, più lunga, comprende il Cristo con dieci Apostoli, da Tommaso a Filippo; la seconda comprende le due figure di Matteo e Simone.
La raffigurazione della Cena coglie il momento descritto dall'Evangelista Giovanni in cui Gesù dà il boccone di pane a Giuda, il traditore (Gv 13,21-27).
Non è improbabile che i committenti della scultura abbiano avuto un intento apologetico. Siamo nell'epoca in cui si diffondono gli errori dei Valdesi, condannati proprio nel 1184 da Lucio III, anno della consacrazione del Duomo. I Valdesi facevano dipendere la validità dei sacramenti dalla dignità del sacerdote che li amministrava. Un argomento addotto contro questo errore consisteva nel ricordare che Gesù aveva comunicato persino Giuda. Si spiega, allora, come non solo nella Cattedrale di Modena, ma anche sui portali delle chiese di Beaucaire, di Saint-Gilles e di tutte le città dove si manif4estava l'eresia si scolpissero rappresentazioni della Cena in cui Gesù porge un pezzo di pane a Giuda.
c) Pietro che taglia l'orecchio al servo, mentre Giuda dà a Cristo il bacio del tradimento. Sopra c'è la scritta: «Petrus abscidit aurem Malco. Xpc a Juda taditur ludeis» (= Pietro taglia l'orecchio a Malco. Cristo è consegnato da Giuda ai giudei).
d) Gesù davanti a Pilato e la sua flagellazione alla colonna. Sopra c'è la scritta: "Xpc Pilatus Xps".
e) Simone il Cireneo, seguito da un «faber» con gli attrezzi (martello e chiodi), porta la croce di Gesù. Sopra c'è la scritta: «faber/Symon Cireneus».
Le raffigurazioni della Passione risentono della catechesi medievale sulla Messa, che poneva ciascun momento e gesto del Rito Eucaristico in rapporto con episodi della Passione in modo allegorico.


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Introduzione
Storia e architettura del Duomo
Le sculture del Wiligelmo
Il valore Cristologico e i significati Battesimale e Penitenziale delle sculture
La porta del Battesimo
La casa della cena del Signore
Il tempio di Dio nella città
Altre opere d'arte del Duomo

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