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Museo Lapidario
Sorto tra la fine dell'Ottocento e gli inizi del Novecento per ospitare rilievi e sculture recuperati durante l'importante campagna di restauri che in quegli anni interessò la cattedrale e le sue immediate adiacenze, il Lapidario del Duomo si è in seguito arricchito di materiali casualmente scoperti e di opere che, come la serie delle cosiddette "metope", rischiavano di andare completamente perduti se avessero continuato a rimanere esposti all'aperto. I materiali costitutivi del lapidario subirono vari spostamenti nel corso della prima metà del XX secolo, fino a quando Roberto Salvini, allora soprintendente, ne promosse il riordino ed un nuovo allestimento, inaugurato nel 1956, all'interno di un locale in parte coincidente con la sede attuale, rivelatosi ben presto troppo angusto.
I criteri espositivi allora adottati apparvero inoltre poco rispondenti a logiche sistematiche di ordinamento, sia cronologiche che tipologiche, come ha rilevato Giordana Trovabene nel catalogo scientifico della raccolta, pubblicato dall'editore Panini nel 1984. In previsione del nono centenario di fondazione della cattedrale, è stato quindi avviato, fin dal 1994, un progetto di riordino complessivo che ha riguardato sia l'invaso architettonico che i materiali accumulati al suo interno. Per il nuovo allestimento non si poneva il problema dei rispetto di un assetto storicamente definito, ma quello opposto di suggerire al visitatore un criterio di lettura coerente e di rendere accessibili ad un vasto pubblico materiali che in fondo sono dei reperti archeologici, cioè frammenti superstiti di un contesto perduto. I materiali sono stati quindi ordinati secondo un criterio tematico, ma nello stesso tempo si è cercato di ricontestualizzarli, evocandone la probabile collocazione originaria attraverso la loro dislocazione su una parete-espositore che rimanda al contesto architettonico della cattedrale.
Il percorso di visita inizia dalla sezione dedicata al reimpiego, che accoglie marmi di età romana variamente riutilizzati durante la costruzione della cattedrale romanica, come attesta anche la Relatio, l'importante testo dei XII secolo conservato nell'Archivio Capitolare che narra le vicende costruttive della cattedrale romanica. Prosegue poi sulla lunga parete di fronte all'ingresso, con una serie di frammenti lapidei ornati dal tipico repertorio decorativo altomedievale a nastri, provenienti dagli edifici precedenti l'attuale duomo romanico, spesso riutilizzati anch'essi durante la costruzione di quest'ultimo.
A fianco dei frammenti altomedievali è esposta l'Arca di San Geminiano, grandiosa incassatura marmorea posta, forse già in epoca romanica, sopra il sarcofago dei santo trasformato in altare e rimossa nella seconda metà del secolo XIX.
Il percorso prosegue nella seconda sala, dedicata ai reperti di età romanica, con alcuni rilievi e sculture prodotti nell'ambito della grande officina diretta da Wiligelmo, tra i quali figura il leone stiloforo proveniente dalla Porta dei Principi, e altri riferibili ormai all'attività dei Maestri Campionesi, nota famiglia di costruttori e scultori originaria di Campione sul Lago di Como, alla quale furono affidati i lavori condotti in duomo dalla fine del secolo XII agli inizi del Trecento.
L'allestimento della sala è tuttavia dominato dalle "metope", meravigliosa serie di otto grandi sculture recanti inconsuete immagini di esseri mostruosi e fantastici, collocate in origine all'esterno del duomo, sulle testate degli archi diaframma della navata centrale, dove figurano oggi copie realizzate nel 1948 dallo scultore Benito Boccolari.
Il percorso di visita si conclude con le sezioni dedicate ai materiali di età moderna, tra i quali compaiono alcuni rilievi provenienti dalle distrutte cappelle laterali del duomo, e alle iscrizioni, che costituiscono un corpus epigrafico di grande importanza per la storia della cattedrale modenese.
Nuova guida sul Museo Lapidario del Duomo
Nel mese di settembre del 2001 è stata pubblicata la nuova guida al Museo Lapidario del Duomo, pubblicata da Il Fiorino editoriale. Nella stessa occasione è stato presentato il cd rom "Marmoribus Sculptis", realizzato dal Museo civico d'arte in occasione dei 900 anni della Cattedrale di Modena.
Il libro ripercorre in 47 pagine (€ 7,75) le fasi del riordino e della riapertura al pubblico del Lapidario, descrive il nuovo allestimento, le campagne di restauro e il percorso espositivo. I testi sono firmati da Enrica Pagella, Giovanni Leoni, Francesca Piccinini e Claudio Franzoni.
Il cd rom "Marmoribus Sculptis" offre invece un quadro storico su Modena alle soglie dell'anno Mille, una cronologia degli avvenimenti legati alla cattedrale, un atlante fotografico del Duomo e permette una visita virtuale in 3D all'interno e all'esterno dell'edificio di Lanfranco e Wiligelmo.
Sia la guida che il cd-rom possono essere richiesti al bookshop dei Musei, in Via Lanfranco (a fianco del Duomo), tel. 059.4396969
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