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Presentazione dei lavori di consolidamento del Duomo

Lunedì 28 gennaio alle 21 saranno presentati i lavori di consolidamento del Duomo.

Alla serata interverranno l’arcivescovo S.E. Mons. Erio Castellucci, l’architetto Elena Silvestri, progettista architettonico e direttore dei lavori architettonici, e l’ingegner Giorgio Piacentini, responsabile unico del procedimento. Saranno presenti all’incontro anche l’architetto Alberto Desco e la Schola Polifonica del Duomo, diretta dal maestro Bononcini.

Nel corso della serata i tecnici illustreranno gli interventi fatti durante i 14 mesi di lavoro, in particolare le riparazioni delle lesioni alle murature e il rafforzamento degli elementi più vulnerabili sotto azione sismica, come le volte in muratura, oltre agli interventi che hanno interessato le coperture e i torrini della facciata.

I principali danni procurati dal terremoto del maggio 2012 sono stati le lesioni alle murature e la caduta di pezzi di laterizio dai costoloni e dalle volte, e su queste parti della struttura si sono focalizzati i lavori, come spiega la Silvestri: «Gli interventi sono consistiti nelle riparazioni delle lesioni e nel rafforzamento degli elementi più vulnerabili sotto azione sismica, in particolare le volte in muratura, risalenti al 1450, che nella loro storia hanno subito diverse scosse sismiche – la più forte è stata quella del 1501 – e hanno sempre reagito con parziali crolli. Sulle volte si è intervenuti sia all’estradosso, sia all’intradosso. All’estradosso si sono risarcite tutte le lesioni, si sono inseriti dei cunei e si è realizzata una rete in fibra di vetro, annegata in una malta a base di calce, per trattenere i movimenti della volta e allo stesso tempo darle solidità e compattezza. All’intradosso sono stati collegati al supporto i costoloni, risarcite tutte le lesioni, con malte a base di calce, ed è stato consolidato l’intonaco esistente».

Un grande lavoro è stato fatto anche sulle murature: «Tutte le lesioni – prosegue il direttore dei lavori architettonici – sono state risarcite con iniezioni di calce. Alcune murature del Duomo sono infatti “a sacco”, questo significa che non è muratura piena. Queste iniezioni hanno potuto dare solidità e compattezza ai muri. In più, sono state collegate le murature grazie all’inserimento di tiranti in acciaio, aggiuntivi a quelli preesistenti, inseriti dopo il sisma del 1501 e a fine Ottocento».

Altri interventi hanno interessato la copertura, con il consolidamento della struttura lignea in virtù di collegamenti in ferro di tutti gli elementi lignei, e i torrini della facciata, elementi molto vulnerabili al sisma, già crollati nel 1671, che sono stati consolidati dall’interno mediante un telaio metallico che li trattiene ancorati alla struttura sottostante e ne previene il ribaltamento. I lavori, approvati dalla Sovrintendenza e del comitato scientifico del Duomo di Modena, sono stati realizzati dalla Cosis, consorzio che si è aggiudicato la gara di appalto e ha collaborato con la ditta di restauro Coobec. Oltre a Elena Silvestri, l’intervento è stato coordinato da Tomaso Trombetti, progettista strutturale, Mario Silvestri, direttore dei lavori strutturali e Giorgio Piacentini, responsabile unico del procedimento.

Il costo totale delle opere di consolidamento della Cattedrale di Modena ammonta a circa 900 mila euro, l’intero importo è stato stanziato dalla Regione Emilia Romagna.