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Raccoglie le più antiche documentazioni storiche della fondazione del Duomo e delle attività del Capitolo Metropolitano.
Sito Internet: www.tsc4.com/archiviocapitolaremo
E-mail: archiviocapitolaremo@basilicametropolitana.191.it
Storia dell'Archivio Capitolare di Modena.
I primi monumenti dell’archivio-biblioteca capitolare furono alcuni martirologi, libri liturgici, omiliari, evangeliari e, naturalmente, la Bibbia.
L’antica raccolta – precedente al secolo VII – perì certamente nella rovina della Mutina romana; l’archivio però ricostituitosi via via nel rinascere della città, conserva ancora importanti esemplari liturgici dei secoli IX, X e XI.
Alla scuola istitutita a Modena dall’imperatore Lotario nell’825, ovvero al tribunale ecclesiastico e civile del Vescovo, signore della città, appartenne la ricca collezione di codici giuridici: primo fra tutti il codice delle leges barbariche e i canoni burchardiani e isidoriani (O.I.2; O.I.4; O.I.12; O.II.2 e O.II.15).
Sono poi presenti codici di classici in latino e in volgare, libri di entrate e di contabilità.
Nell’Archivio Capitolare si conserva pure un’ampia serie di pergamene a partire dal secolo VIII (la più antica è del longobardo Astolfo).
Dapprima l’archivio fu custodito, con buona probabilità, nella cattedrale in una nicchia dell’abside; ottenuta poi dai vescovi anche la giurisdizione civile e con l’accrescersi delle proprietà legate perlopiù alla fabbrica della cattedrale, le carte dell’archivio furono trasportate nell’episcopio dove il vescovo viveva comunitariamente col clero addetto al tempio di San Geminiano.
Con la costruzione della terza cattedrale (l’attuale) e della torre Ghirlandina all’inizio del XII secolo le carte furono portate al pian terreno della torre per meglio proteggerle.
Le vicende dell’archivio in età moderna sono le più diverse: vanno dalla muratura delle porte d’ingresso il 31 gennaio 1527 alla discesa dei lanzichenecchi di Carlo V, alla controversia del 1567-78 tra il vescovo Sisto Vicedomini e il Comune, che pretendeva la consegna delle chiavi dell’archivio stesso. In epoca napoleonica le porte furono murate ancora una volta salvando le preziose carte conservate presso il Capitolo dalla rapina delle truppe francesi.
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